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Trapianto capelli
Trapianto Capelli Firenze

Che cos'è

Il trapianto di capelli ad oggi è uno degli interventi di chirurgia estetica tra i più richiesti negli uomini, e probabilmente è tra quelli che, che negli ultimi anni è stato tecnicamente più perfezionato, potendo oggi vantare risultati entusiasmanti.

A cosa serve

Serve per riportare i capelli in quelle aree oramai divenute diradate o calve.

Oggigiorno la terapia della calvizie si basa schematicamente su due diversi aspetti:
  • arrestare la caduta o meglio prevenire il diradamento mediante l'ausilio di farmaci che spesso rappresentano da soli valide soluzioni;
  • riportare chirurgicamente dei capelli in un'area già divenuta alopecica.
Nella calvizie androgenetica, che rappresenta la forma più frequente di calvizie, i capelli risentono negativamente della presenza di un ormone, il testosterone, che ne accorcia la durata del ciclo vitale, ne diminuisce la consistenza ed il diametro rendendoli più fini, riducendoli ad un aspetto lanuginoso con inevitabile diminuzione del loro effetto densità. I bulbi capilliferi sempre sotto l'influenza negativa del testosterone smettono progressivamente di produrre capelli costretti ad una sclerosi cicatriziale. Le terapie mediche moderne sono in grado di diminuire la quantità di ormone circolante con conseguente inevitabile beneficio per i bulbi capilliferi che ne rappresentano il bersaglio.

La terapia chirurgica si basa invece sull'utilizzo di bulbi capilliferi sprovvisti di recettore per il testosterone cioè quelli localizzati in regione nucale o più propriamente regione temporo-occipitale. Queste aree infatti non sono mai colpite da calvizie neppure nei casi più gravi proprio perché geneticamente non sono in grado di legare la causa della calvizie androgenetica.

Il trapianto di capelli che oggi siamo in grado di fare infatti è un "autotrapianto monobulbare". Questa metodica consiste nel trasferimento di capelli prelevati da un'area donatrice (con tecnica strip o con tecnica fue), in genere la regione occipitale, ad un'area ricevente. Il risultato che si ottiene è del tutto naturale e, aspetto molto importante, permanente nel tempo, i capelli trapiantati infatti, essendo naturali, continueranno a crescere spontaneamente, dovranno essere lavati, pettinati, tagliati e non sono destinati a cadere.

Accettazione e preparazione del paziente

Arrivo in prima mattinata alla reception, che provvederà alla registrazione dei dati e alla scelta del pranzo per l'intervento, eventuali trasferimenti e prenotazioni alberghiere con centri convenzionati. Viene lasciato in dotazione al paziente tutto il necessario per entrare in sala operatoria anche per un miglior comfort durante l'intervento.

Preparazione all'intervento

Per prima cosa vengono eseguite le fotografie preoperatorie, successivamente il paziente incontra il chirurgo che disegnerà l'area donatrice e l'area ricevente secondo i progetti preoperatori preventivamente discussi ed accordati con il paziente. Prima dell'intervento il chirurgo effettuerà la revisione finale della programmazione preoperatoria con il paziente. La pianificazione e la progettazione grafica sono, nell'intervento di autotrapianto più che mai essenziali. Il disegno delle aree dove verranno trapiantati i capelli è il frutto di una scelta accuratamente meditata nel corso delle visite preoperatorie in rapporto alle singole necessità.

È generalmente sconsigliato la copertura di aree troppo estese in un'unica seduta poiché la quantità di bulbi capilliferi prelevata se disseminata in un'area troppo vasta penalizzerebbe la densità.

Il Disegno Preoperatorio

Le zone dove saranno trapiantati i capelli vengono evidenziate da un disegno realizzato dal chirurgo in collaborazione con il paziente che viene così informato su tutte le possibili varianti con i risultati corrispondenti nel suo caso.

I traguardi raggiungibili, infatti, variano tra soggetto e soggetto e, di conseguenza, anche la pianificazione dell'intervento deve essere scrupolosamente personalizzata.

Ingresso nel comparto chirurgico

Incontro con l'anestesista, visita anestesiologica monitoraggio dei parametri vitali (pressione arteriosa, battito cardiaco, saturazione di ossigeno), preanestesia mediante somministrazione di blandi ansiolitici segnano l'inizio dell'intervento.

Intervento

Prima fase IL PRELIEVO
Preparazione dell'area donatrice (15 minuti): dopo essere stata attentamente valutata e marcata esattamente solo i capelli di questa regione vengono accorciati.
Il paziente viene posizionato prono con l'ausilio di alcuni supporti per rendere massimo il comfort in questa fase.
Sedazione del paziente e quindi infiltrazione dell'anestesia locale sia nell'area donatrice che ricevente (15 minuti): Il chirurgo provvederà a iniettare nell'area donatrice e in quella ricevente degli anestetici locali. In genere il farmaco più utilizzato è la Lidocaina. Questa fase, grazie alla sedazione anestesiologica non risulta essere minimamente fastidiosa.

Prelievo della striscia dall'area donatrice (30 minuti): la striscia dell'area donatrice, precedentemente stabilita viene rimossa chirurgicamente e l'area viene richiusa con dei punti di sutura. In questa fase si esegue una sutura particolare chiamata "Tricofitica" che consente la crescita di capelli all'interno della cicatrice stessa. La particolare cura posta durante questa fase ha lo scopo di minimizzare gli esiti cicatriziali rendendoli impercettibili anche nei casi in cui il paziente intenda portare i capelli rasati nella regione occipitale. I punti sono generalmente rimossi tra la decima e la quindicesima giornata. Al termine di questa prima fase al paziente viene concessa una piccola pausa di 15 minuti.

Creazione di Microinnesti Follicolari:
una volta rimossa la striscia dall'area donatrice il prelievo viene immediatamente portato a due assistenti dell'equipe chirurgica che provvedono a tagliare al microscopio singole sezioni lineari multi bulbari (slivering), dalle quali altri assistenti isoleranno le singole unità microfollicolari con l'ausilio di visori ingranditori luminosi.

Se il paziente lo desidera in questa fase potrà vedere come le tagliatrici processano al microscopio in maniera precisa e meticolosa l'area donatrice per poter ottenere il miglior rendimento possibile di unità microfollicolari trapiantabili. Questa fase dura dalle 1 alle 5 ore e dipende dal numero delle unità follicolari che devono e/o possono venir preparate.

I piccoli innesti ricavati corrispondono alla naturale organizzazione dei capelli che sono infatti normalmente organizzati nel cuoio capelluto in follicoli di 1-3 capelli. Gli innesti follicolari devono avere dimensioni molto precise in base alle esigenze personalizzate del singolo caso e vengono manipolati al microscopio per non danneggiarli e mantenerne intatta la vitalità.

La grandezza del prelievo dipende dal numero di capelli che si intende trapiantare e dall'elasticità del sito donatore: maggiore il numero di capelli necessari, maggiori saranno le dimensioni della striscia da prelevare. La grande attenzione posta nella fase del prelievo e la meticolosità osservata durante le operazioni di isolamento delle unità bulbari fa si che la percentuale di resa degli innesti sia praticamente priva di scarti, rendendo impiantabili tutte le unità follicolari effettivamente prelevate limitando così l'estensione cicatriziale nell'area di prelievo.

Seconda Fase LE MICROINCISIONI
Il paziente viene posizionato seduto comodamente su una apposita poltrona per effettuare le incisioni nell'area ricevente dove saranno allestiti gli impianti preparati. In questa fase le incisioni vengono eseguite con lame di forme e dimensioni diverse a seconda delle aree anatomiche interessate e della grandezza degli innesti. Questa fase dura in genere 1 ora, al termine della quale al paziente viene concessa una seconda pausa di circa 15 minuti durante la quale gli sarà offerto un piccolo snack.

Questa è una fase chiave dell'intervento: in questo momento, infatti, stabiliamo la densità necessaria di ciascuna area, l'inclinazione del capello e la dimensione delle microincisioni in rapporto al tipo di innesto che sarà poi posizionato nel loro interno. La corretta esecuzione delle incisioni rende più agevole anche la fase successiva di inserimento degli innesti con dei vantaggi fondamentali:
  • evitare la formazione di piccole croste sul cuoio capelluto
  • ridurre il sanguinamento e preservare la vitalità dei tessuti e dei capelli circostanti
  • dare un aspetto naturale ai capelli trapiantati.
Terza fase L'IMPIANTO delle unità follicolari
Il chirurgo e i suoi assistenti iniziano l'impianto delle unità follicolari nelle aree riceventi, la durata di questa fase dipende dall'estensione del trapianto, dal numero di impianti da alloggiare ed è estremamente variabile. Nei casi più lunghi viene interrotta da un ulteriore pausa durante la quale viene somministrato il pranzo al paziente. (Si prega di avvisare anticipatamente la reception se sussistono delle restrizioni dietetiche o allergie alimentari).

La fase di impianto ed il posizionamento degli innesti richiede abilità, ritmo e concentrazione. Solo la continua dedizione ha permesso alla nostra equipe di aumentare il numero di capelli trapiantati nella singola sessione. Sempre più frequentemente eseguiamo trapianti ad alta densità con trasferimento di un cospicuo numero di capelli. Spesso è però sufficiente trapiantare 2500-3000 capelli per ottenere un ottimo risultato.

Il posizionamento degli innesti avviene con lo strumentario e la tecnica microchirurgica. La precisione in questa fase ci consente di ottenere la quasi totalità di crescita dei capelli trasferiti.
Le unità follicolari composte da un solo capello vengono posizionate preferibilmente nella linea anteriore della fronte per dare un aspetto naturale diverso da quell'effetto a bambola ottenuto mediante la collocazione anteriore di innesti contenenti più capelli. Le unità composte da 2 o 3 capelli vengono invece collocate più posteriormente per sfruttarne maggiormente l'effetto densità.

Il trapianto terminerà con la revisione finale dell'area ricevente durante la quale il chirurgo effettuerà le ultime incisioni in cui saranno immediatamente alloggiati gli impianti residui, per ottimizzare al meglio la riuscita finale e l'effetto estetico del trapianto nel suo insieme.

Istruzioni postoperatorie

Nelle prime ore dopo l'intervento si consiglia riposo in poltrona con appoggio dell'area donatrice sulla quale dovrà essere mantenuta una leggera compressione. È fatto divieto assoluto di sfregare l'area ricevente affinché gli innesti impiantati non vengano mobilizzati. L'attecchimento degli innesti potrebbe infatti essere severamente compromesso da un loro spostamento che potrebbe determinare la rottura delle piccole connessioni vascolari necessarie alla loro sopravvivenza. Anche il fumo causando vasocostrizione è in grado di compromettere l'attecchimento degli innesti. Al termine della seconda settimana dopo l'intervento il paziente potrà tornare alla vita normale in quanto l'attecchimento ha ultimato il proprio decorso.(Per evitare incidenti durante la vestizione si consiglia vivamente di indossare solo indumenti con allacciatura anteriore (camicia).

La prima notte è consigliabile soprattutto per i trapianti anteriori stazionare il più a lungo possibile in posizione semiseduta (divano, poltrona); porre particolare attenzione ad evitare accidentali strofinamenti dell'area ricevente sui cuscini durante il riposo notturno. Si consigliano frequenti massaggi linfodrenanti dell'area frontale durante le prime 24 ore anche per limitare la reazione edematosa (gonfiore) che comunque potrà essere presente.
La mattina successiva il paziente dovrà nuovamente recarsi in clinica per il primo lavaggio che sarà rigorosamente eseguito da personale addetto il quale provvederà a fornire le adeguate istruzioni a cui il paziente dovrà attenersi per il futuro.

Il post-operatorio è spesso la maggiore preoccupazione dei pazienti. Se i segni dell'intervento dovessero essere evidenti essi si troverebbero nella condizione di dover render conto delle proprie scelte a parenti ed amici.
Abbiamo lavorato molto per fornire al paziente il recupero più rapido possibile. Oggi la maggioranza dei pazienti diradati può tranquillamente riprendere il lavoro uno o due giorni dopo senza che nessuno si accorga dell'intervento eseguito. Nei calvi, i piccoli segni dell'intervento scompaiono in circa una settimana, ma sin dai primi giorni possono essere sovrapponibili a quelli di una comune dermatite.

Rimozione dei punti di sutura

La rimozione dei punti viene effettuata dopo 10-14 giorni in ambulatorio. Se il paziente ha difficoltà a raggiungere la sede del nostro ambulatorio sarà possibile effettuare la rimozione dei punti da parte di un nostro chirurgo collaboratore.

Numero dei capelli e strategia

È importante sapere che il buon risultato di un trapianto non è condizionato solo dal numero effettivo di capelli trapiantati. È infatti fondamentale che gli innesti follicolari vengano posizionati in modo da dare la maggiore resa dal punto di vista visivo. La cura del posizionamento strategico degli innesti e la ricerca della perfezione nella linea anteriore fanno sempre la differenza tra un trapianto di molti capelli e un ottimo trapianto.

Trapianto Capelli Firenze



Caratteristiche intervento

L'Anestesia
L'intervento di autotrapianto è eseguito in anestesia locale. Per evitare al paziente fastidi durante le infiltrazioni di anestetico locale si preferisce associare in questa fase, con la collaborazione dell'anestesista un blanda sedazione che contribuisce a rendere l'intervento assolutamente indolore.

La medicazione
Consiste in una leggera compressione dell'area donatrice mentre nessuna copertura viene applicata all'area ricevente che resterà completamente libera ed irrorabile con una apposita soluzione consegnata al paziente da utilizzare una volta ogni ora per la prima giornata. Al termine dell'intervento verranno somministrati bassi dosaggi di steroide per contrastare l'edema post-operatorio. La terapia antibiotica dovrà essere proseguita per 5 giorni. La dimissione avviene immediatamente dopo il termine della terza fase. Il paziente, pur non necessitando di una assistenza particolare non potrà guidare personalmente per recarsi al proprio domicilio.

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